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About: voglio fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi.
come quando fuori pioveva e tu mi domandavi.
Quando ero giovane, amore, mi sono uccisa così tante volte, mi infliggevo colpi al basso ventre, zittivo il cuore, soffocavo i respiri, mi chiudevo nelle camere fredde delle mie ossa stanche e lasciavo fluire il tempo senza pensare alla sua importanza. Quando ero giovane, amore, ho visto cadere tutte le mie convinzioni, ho visto crollare sotto colpi vibranti di cannone ogni mia piccola aspirazione, quando ero giovane, amore, si giocava ancora in cortile, col pallone, si abitavano case che non erano la tua, si era spesso ospiti, si era spesso compiatiti. Quando ero giovane, amore, mi sono sentita vecchia troppe volte, e i dolori nelle articolazioni, i dolori che fanno vibrare le fibre muscolari, tese come corde di violino a colmare le distanze, ad arpionare le ultime speranze. Quando ero giovane, amore, ho insegnato a me stessa come ingoiare le lacrime, come trattenere il dolore, come non commettere nemmeno un errore, quando ero giovane, amore, ho pensato troppe volte che forse era meglio scrivere una fine.E adesso che conto le righe infinite delle mie mani, mi rendo conto che ho ancora da vivere tanti domani, e tanti sentieri da calpestare, e adesso che conto le righe infinite delle mie mani mi accorgo che sono perfette per scriverci sopra un’altra storia, cambiando scenari, cambiando i finali, e adesso che conto le righe infinite delle mie mani ci trovo sorpresa quelle leggere delle tue, che combaciano perfettamente a formare reti di pescatori dove si incastrano tutte le nostre promesse d’amore.

Quando ero giovane, amore, mi sono uccisa così tante volte, mi infliggevo colpi al basso ventre, zittivo il cuore, soffocavo i respiri, mi chiudevo nelle camere fredde delle mie ossa stanche e lasciavo fluire il tempo senza pensare alla sua importanza.
Quando ero giovane, amore, ho visto cadere tutte le mie convinzioni, ho visto crollare sotto colpi vibranti di cannone ogni mia piccola aspirazione, quando ero giovane, amore, si giocava ancora in cortile, col pallone, si abitavano case che non erano la tua, si era spesso ospiti, si era spesso compiatiti.
Quando ero giovane, amore, mi sono sentita vecchia troppe volte, e i dolori nelle articolazioni, i dolori che fanno vibrare le fibre muscolari, tese come corde di violino a colmare le distanze, ad arpionare le ultime speranze.
Quando ero giovane, amore, ho insegnato a me stessa come ingoiare le lacrime, come trattenere il dolore, come non commettere nemmeno un errore, quando ero giovane, amore, ho pensato troppe volte che forse era meglio scrivere una fine.
E adesso che conto le righe infinite delle mie mani, mi rendo conto che ho ancora da vivere tanti domani, e tanti sentieri da calpestare, e adesso che conto le righe infinite delle mie mani mi accorgo che sono perfette per scriverci sopra un’altra storia, cambiando scenari, cambiando i finali, e adesso che conto le righe infinite delle mie mani ci trovo sorpresa quelle leggere delle tue, che combaciano perfettamente a formare reti di pescatori dove si incastrano tutte le nostre promesse d’amore.

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